L'Antica Grecia e Roma
Ultimo aggiornamento Lunedì 06 Luglio 2009 18:06 Giovedì 05 Febbraio 2009 15:28
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L'Antica Grecia e Roma
La diffusione del gatto al di fuori dell’Egitto avvenne ad opera di mercanti micenei i quali, ospitando i gatti sulle propri navi, ne permisero la diffusione in tutta l’area dell’Egeo; numerose sono le testimonianze che attestano la sua presenza nel periodo miceneo – 1.700-1.200 a.C. – come i bellissimi dipinti rinvenuti sull’isola di Santorini e a Creta, raffigurazioni su vasi, sigilli e pugnali sacri. Ma fu grazie alla fondazione di colonie nella Magna Grecia che il gatto ebbe ampia diffusione in tutta Europa.
Per quanto riguarda l’Italia, abbiamo un’importante testimonianza di questo, si tratta del rinvenimento di una serie di monete databili intorno al 500 a.C. in cui sono raffigurati i fondatori delle colonie di Rhegion (Reggio Calabria) e Taras (Taranto) intenti a giocare con un gatto.

Anche dal periodo etrusco ci sono giunte testimonianze della presenza del gatto, come il bel dipinto dalla Tomba del Triclinio di Tarquinia o le raffigurazioni su vasi.
È nella Roma Imperiale che vedremo consolidata e affermata in modo definitivo la presenza del gatto: di questo periodo ci sono giunte numerose testimonianze quali affreschi, mosaici, bassorilievi ma soprattutto steli funebri, dove il gatto viene rappresentato o come ricordo dell’animale in vita o come compagno nell’aldilà. Una delle connessioni più sorprendenti di questo periodo è il gran numero di persone con cognome derivante dal nome “gatto” in latino, all’inizio appellato con felis e successivamente con cattus. Nella sola Roma sono state rinvenute più di 250 iscrizioni soprattutto di donne chiamate Felicula, Felicla o Felicia, Gattina o Micina, Cattus e Catta, Gatto e Gatta oppure Cattulus e Cattula, Gattino e Gattina, ma anche Catia e Cattius.
L’iscrizione più significativa risale al 144 d.C. e proviene dal Campo Pretorio di Roma; da questa apprendiamo che la sesta centuria della prima corte della guardia era detta Catti cioè “i gatti”.
Mentre il reparto dell’esercito romano degli ordines Augusti aveva sugli scudi l’immagine di un gatto rosso, e quello dei felices seniores esibiva un gatto verde.
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